I conti Pola

In seguito ai conflitti che si svolsero nella penisola istriana tra il patriarca di Aquileia ed i Goriziani all’inizio del 1300, i Pola vennero cacciati dagli abitanti dell’omonima città.
Nella seconda metà del trecento alcuni membri della famiglia si trasferirono a Treviso ed  entrarono nel partito di coloro che erano favorevoli a Venezia, acquistando dalla Serenissima prestigio e beneficio. Infatti, venne loro riconosciuto il titolo di conte ed i loro discendenti furono magistrati e capitani della repubblica.

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Il mercato

Il 15 febbraio 1788 i conti Pola chiesero alla Repubblica Veneta di poter ufficialmente istituire un mercato da tenersi il 2 e il 15 di ogni mese con una la seguente motivazione: la presenza di così tanti animali durante i giorni di mercato avrebbe permesso la raccolta di abbondante concime per prati e campi. Il conte Antonio, forte delle sue amicizie e dei meriti di governo della sua gloriosa famiglia, l’11 marzo 1797 riuscì ad ottenere l’autorizzazione ad attribuire frequenza settimanale al mercato di Barcon.
A questa notizia insorse immediatamente il comune di Montebelluna che, a motivo della vicina concorrenza, vedeva notevolmente compromesso il proprio antico mercato, florido ed attivissimo grazie anche ad una serie di antichi privilegi fiscali, sulle merci in entrata e in uscita, che ne avevano permesso la sopravvivenza ed una forte espansione nel corso dei secoli precedenti.

La fiera

A far rapidamente decadere il mercato di Barcon, cosiccome in breve tempo s’era sviluppato, contribuì in modo determinante l’improvviso declino politico ed economico dei Pola, i quali non riuscirono ad impedire che, con decreto del regno Italico dell’8 maggio 1811, l’importante manifestazione economica venisse sostituita da una fiera da organizzarsi due volte all’anno, in aprile e in settembre.

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